Città di Vico EquenseCittà di Vico Equense

Vico Equense – Taglio del nastro, questa mattina, per l’inaugurazione della prima corsa della funivia del Faito. L’impianto che collega Castellammare di Stabia con il monte Faito, ad un’altezza di circa 1.100 metri, in circa 8 minuti è stato aperto al pubblico dal Sindaco di Vico Equense Benedetto Migliaccio, dal Commissario Straordinario Comune di Castellamare di Stabia Claudio Vaccaro, dal Presidente del Consiglio di Amministrazione EAV Umberto De Gregorio e da Vincenzo De Luca Presidente della Regione Campania. Il Sindaco Migliaccio ha consegnato al Governatore De Luca uno studio del Comune di Vico Equense. Sullo sviluppo del Faito. Chiuso dal 2012 l’impianto riprende le corse dopo gli interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento sismico e funzionale delle stazioni realizzati dall’Eav e dalla Regione Campania. La ripartenza della funivia consentirà il rilancio del territorio e la valorizzazione turistico-ambientale del Faito, un luogo splendido attualmente raggiungibile solo tramite una strada. Tra i tanti lavori che sono stati avviati ci sono anche quelli concernenti la manutenzione e la messa in sicurezza di alcune aree di proprietà della Regione Campania e ricadenti nel comune di Vico Equense. I lavori hanno riguardato nello specifico il ripristino di alcune staccionate nella strada adiacente il piazzale della funivia e che conduce verso l’area dei ripetitori, la messa in sicurezza della vasca di San Michele, il ripristino della recinzione delle aree adiacenti il fabbricato della Taverna del Leone e dell’ex fattoria. Allo stesso tempo è stata ripristinata la recinzione dell’area ex Comof e avviati i lavori di messa in sicurezza dell’area pic-nic ex Baita.  La funivia di monte Faito è stata aperta al pubblico il 24 agosto 1952 con lo scopo prevalentemente turistico di collegare la montagna con la linea costiera.

La stazione a valle è stata creata nei pressi di quella della Circumvesuviana di Castellammare di Stabia, sulla linea Napoli-Sorrento con l’obiettivo di creare un ottimo interscambio tra treno e funivia. Le cabine erano due e partivano in contemporanea dalle due stazioni, con una capacità di trasporto di 35 persone; una capienza che garantiva una portata di 500 utenti l’ora. Nel 1960, nella giornata di Ferragosto, si è verificato l’unico incidente che riguarda l’impianto: al primo cavalletto, la cabina proveniente da Faito, probabilmente per l’alta velocità, si è sganciata dai fili di trazione, schiantandosi sui binari della ferrovia sottostante e provocando la morte di due persone. Dopo tale incidente sono stati necessari lavori di manutenzione che hanno portato anche alla sostituzione delle due cabine, il cui colore è cambiato: da avorio e rosso in celeste. La vita della funivia è, poi, trascorsa tranquilla fino al 1988 quando sono cominciati i lavori di ammodernamento finanziati sia dalla Regione Campania che dal Ministero dei trasporti per un totale di circa 3miliardi e mezzo di lire. L’impianto è stato riaperto nel 1990 e le vetture sono state nuovamente cambiate, questa volta in livrea grigia con righe rosse e il simbolo della Circumvesuviana sia sulla fiancata anteriore che quella posteriore.

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